BADIA A PASSIGNANO

BADIA A PASSIGNANO

 

Passignano, importante insediamento di origine carolingia, era sede di un antico monastero e di un piccolo borgo posti a guardia della via detta del Gardingo di Passignano che univa la Val di Pesa con la Val di Greve.  L'insediamento altomedievale doveva essere costituito dalla parte attualmente occupata dagli edifici dell'abbazia su un'altura sovrastante la strada ed era probabilmente circondato da mura e da fossati. L'abbazia, accresciutasi, arrivò ad occupare in breve tempo tutta la parte alta dell'antico castello ed il cassero iniziò a svilupparsi in un nuovo borgo attorno alle mura, lungo la strada maestra. Ad uso dei sui abitanti si rese necessaria nel 1080 la costruzione di una nuova chiesa, poi intitolata a San Biagio.

 

ABBAZIA DI SAN MICHELE ARCANGELO

L'abbazia è un monastero benedettino della Congregazione vallombrosana, istituita nell'XI secolo per opera di San Giovanni Gualberto, che qui morì nel 1073. Il complesso monastico appare oggi racchiuso all'interno di una cortina muraria quattrocentesca a pianta quadrangolare con torri d'angolo, con evidenti integrazioni neogotiche realizzate alla fine del XIX secolo quando, soppressa la comunità monastica, venne trasformato in una villa castello. Dalla porta d’ingresso nel giardino, databile al 1474 circa, si accede all'abbazia, all'interno della quale troviamo il chiostro e gli ambienti di servizio del monastero, quali: il refettorio, la cucina, le stanze capitolari, la biblioteca. La sala del refettorio venne realizzata durante i lavori degli anni Settanta del XV secolo, al suo interno è possibile ammirare la decorazione ad affresco con l'Ultima cena, opera di Domenico Ghirlandaio databile al 1476. La chiesa abbaziale dedicata a San Michele Arcangelo, a pianta a croce latina, è stata quasi interamente ricostruita dalla seconda metà del XVI secolo, all’interno si trovano: il coro monastico ligneo (1549) eseguito da Bastiano Confetto con tavole dipinte da Michele Tosini, detto Michele di Ridolfo del Ghirlandaio; la cappella a sinistra (1584) con Storie di San Giovanni Gualberto della bottega di Alessandro Allori; la cappella maggiore (1598-1602) eseguita da Domenico Cresti, detto il Passignano con Storie di San Michele Arcangelo; e la cappella a destra con Storie di Sant’Atto di Benedetto Veli (1607-1609).

 

 

CHIESA DI SAN BIAGIO

Un oratorio all'esterno delle mura del monastero venne costruito nel 1080 per volontà dell'abate Giovanni Leto, per dare la possibilità agli abitanti del borgo di Passignano di usufruire dei servizi religiosi. La chiesa fu ricostruita nelle forme attuali durante l'abbaziato di Nicola Gianfigliazzi (1335-1340). Esternamente presenta una semplice facciata ed un portale d'ingresso con architrave in pietra sormontato da una lunetta. L'interno ad aula unica coperto a capriate presenta una piccola abside semicircolare. In origine erano presenti piccole finestre a feritoia, disposte sulla parete laterale sinistra, furono sostituite nel 1689 da tre finestre. Gli affreschi interni, di cui oggi rimangono solo alcune figure intere e frammenti, furono realizzati nella seconda metà del XV secolo e nel XVI secolo e sono attribuiti a Filippo di Antonio Filippelli, pittore della bottega di Domenico Ghiarlandiaio.

 

CAPPELLA DEL MORANDELLO

La piccola cappella detta del Morandello prende il nome dall'antica denominazione del limitrofo podere già di proprietà della Badia a Passignano. Fu costruita nel 1598 per ordine dell'Abate di Passignano sul luogo dove precedentemente vi era un tabernacolo. La cappella, piccolo elegante edificio a pianta rettangolare, è coperta con tetto a capanna e dotata di una semplice facciata affiancata da eleganti volute. Al centro sorge il portale, sovrastato da una finestra oculare e lateralmente da due finestrelle quadrangolari. Tutte le aperture sono incorniciate da pietra serena. All'interno è collocato un dipinto raffigurante l’Annunciazione.

 

 

CAPPELLA DEI PESCI

Elegante cappella realizzata in memoria di un miracolo di San Giovanni Gualberto. Secondo la leggenda, durante il soggiorno di Papa Leone IX a Passignano, Giovanni Gualberto inviò due monaci alla fonte di Camugnana (situata dove oggi sorge la cappella) per prelevare due lucci da offrire al pontefice. I due monaci ribatterono che in quella fonte non c'erano mai stati dei pesci, anche per via delle ridotte dimensioni della fonte, ma San Giovanni Gualberto fu irremovibile. Una volta giunti sul posto i conversi trovarono i due pesci e da allora si diffuse la leggenda che le acque della fonte fossero miracolose e taumaturgiche. Nel 1510 Don Iacopo Mindria da Bibbiena fece costruire la cappella, quale ringraziamento per la sua guarigione da una grave malattia. L'edificio ha pianta circolare ed è sovrastato da una cupoletta rivestita esternamente da mattoni disposti a squame di pesce. All'interno, sotto l'altare, è collocata la vasca dalla quale sgorgava l'acqua della sorgente miracolosa.

 

 

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Ultimo aggiornamento: Gio, 25/02/2021 - 11:52