Storia


Il Comune di Barberino Tavarnelle è stato istituito il 1° gennaio 2019 mediante fusione dei Comuni di Barberino Val d'Elsa e di Tavarnelle Val di Pesa, entrmbi i Comuni però avevano una storia propria prima di questa unione.

Cominciamo da Barberino:

La storia di Barberino Val d'Elsa è legata alla distruzione di Semifonte da parte dei Fiorentini nel 1202. Il suo sviluppo fu legato soprattutto al fatto di essere sulla Strada Regia Romana che collegava Firenze con Roma. La sua forma urbana è a pianta ellittica e si conservano le due porte di accesso al borgo (porta Romana è integra, porta Fiorentina è ricostruita). Il palazzo Pretorio in facciata conserva numerosi stemmi del  XV secolo.

Nel Comune di Barberino Val d’Elsa possiamo incontrare il sito archeologico medioevale di Semifonte, che derivava il proprio nome dalla corruzione del latino summos fons, sorgente sull’altura, dato che si collocava proprio sulla sommità di una collina. Questo borgo conobbe in un breve volgere di tempo la nascita, la potenza e il definitivo oblio.

Nel 1181 il conte Alberto degli Alberti, per contrastare l’espansione fiorentina, intraprese la costruzione di una fortezza che dominasse la Via Volterrana e la Via Francigena: questo castello in breve tempo si trasformò in un potente borgo, difeso da tre chilometri di bastioni, con quattro porte, un mastio, sette chiese e trecento abitazioni. Fin dall’inizio Firenze, allarmata dalla collocazione strategica della nuova fortezza, tentò in ogni modo di contrastarne la crescita, ma lo sviluppo urbanistico ed economico del nuovo insediamento fu rapidissimo, tanto che all’epoca a Semifonte si cantava

“Va Firenze, fatti in là

che Semifon divien città”..

Anche Dante, nel Paradiso, la cita come centro di primaria importanza. « Se la gente ch'al mondo più traligna non fosse stata a Cesare noverca, ma come madre a suo figlio benigna,tal fatto è fiorentino e cambia e merca, che si sarebbe volto a Simifonti, là dove andava l'avolo alla cerca » (Dante Alighieri, Paradiso XVI,58-63)

Firenze non poteva permettere che i Semifontesi, combattenti coraggiosi ed abili mercanti, si espandessero a sue spese, e non interruppe mai le ostilità. In un primo momento Semifonte poté godere dell’aiuto delle piccole città limitrofe, come Colle e San Gimignano, contrarie all’egemonia fiorentina, ma nel 1200 anche il conte Alberto IV, per salvare il resto dei suoi domini feudali, si accordò con il Comune di Firenze vendendogli per quattrocento libbre la sua metà dei diritti sul castello. L’isolamento diplomatico e la carestia, l’uso di terribili macchine da guerra e il fuoco greco portarono, infine, nel 1202, alla resa della fortezza. Gli abitanti ebbero salva la vita, ma la città fu rasa al suolo pietra su pietra. La demolizione si protrasse per anni e il materiale lapideo fu recuperato ed impiegato per erigere una potente cinta muraria a Barberino Val d’Elsa.

Alla distruzione sopravvisse solamente l’odierno abitato di Petrognano, poiché si trovava fuori dal circuito murario della città: si tratta del cosiddetto “Borgo”, che in realtà doveva essere anch’esso fortificato, e che durante l’assedio fu conquistato per primo dalle milizie fiorentine. Vi si possono vedere oggi le strutture di tre case - torri e di alcuni bastioni. Di Semifonte non rimase nemmeno la memoria.

La curiosità: per quattro secoli rimase in vigore la legge che vietava di costruire sulle terre dove era sorta Semifonte, finché nel 1597, su progetto di Santi di Tito e per volontà di Giovanni Battista di Neri Capponi, che ottenne dal Granduca Ferdinando I una speciale deroga, fu eretta, ove un tempo si trovava la piazza centrale del paese, una cappella a pianta ottagonale dedicata a San Michele, che riproduceva in perfetta scala di uno a otto quella di Santa Maria del Fiore di Firenze, innalzata dal Brunelleschi.

La storia di Tavarnelle Val di Pesa invece si ricollega a quella della zona chiantigiana.

La prima memoria storica del capoluogo risale al 790: in origine si chiamava Tabernulae, nome derivato da taberne, le antiche taverne dove i viaggiatori si fermavano per il ristoro e per il cambio dei cavalli lungo la strada che portava verso la Val d'Elsa, dove incrociava la via Francigena.
Nel XII secolo il borgo passò sotto il dominio della Repubblica Fiorentina, ma non ebbe funzione strategica, tanto da non essere mai circondato da mura, forse perché protetto dai vicini castelli di San Casciano, Barberino, San Donato in Poggio e Tignano, dei quali rappresentava però un importante punto di incontro per gli scambi commerciali.

Fa fede dell'importanza raggiunta in tal senso la presenza del convento francescano del Borghetto, se si considera che tali complessi sorsero nei luoghi più popolosi e frequentati. Nell'Ottocento il paese crebbe ulteriormente intorno al suo nucleo antico ed il 1° Maggio 1893 divenne Comune autonomo, staccandosi dal Comune di Barberino Val d'Elsa.

 

Ultimo aggiornamento: Mer, 04/11/2020 - 11:01