San Donato In Poggio

L’esistenza di una via di comunicazione di antica origine, che serviva per i collegamenti tra Firenze e Siena, è probabilmente all’origine del costituirsi della Pieve e del Castello di San Donato in Poggio. Il nome San Donato in Poggio deriva dalla denominazione della Pieve ricordata nel 989 con il nome di San Donato in loco Pocie. Pocie e successivamente Poci era il nome del borgo che, forse fin dal periodo romano, sorse su un colle in posizione strategica tra la Val d'Elsa e la Val di Pesa.  L'abitato divenne presto un castello fortificato degno di essere chiamato castrum fin dal 1033. Appartenuto fino al XII secolo ai Conti Guidi, potenti feudatari dell'imperatore, divenne successivamente libero Comune. Nel 1218 il castello fu definitivamente assoggettato alla Repubblica di Firenze assumendo per tutta la metà del XIII secolo una notevole importanza strategica di collegamento tra Firenze e Siena. Nel 1260 nello stesso castello si radunò e si organizzò l’esercito fiorentino contro la Repubblica senese prima della Battaglia di Montaperti. Nei Nei primi anni del Trecento San Donato venne posto a capo della Lega omonima, guidata da un podestà inviato dalla Repubblica di Firenze. Tra la fine del XIV secolo e la metà del XV le fortune del borgo cominciarono a declinare: la Lega fu sciolta nel XVIII secolo  e il borgo entrò a far parte della Comunità di Barberino Val d'Elsa fino al 1893,  ed in seguito del Comune di Tavarnelle Val di Pesa.

Il borgo è ancora oggi racchiuso all'interno della cerchia muraria duecentesca, sul cui fianco occidentale spicca una torre di avvistamento dalla forma molto particolare denominata il Torrino. Si può accedere al centro storico da sud-ovest , attraverso Porta Fiorentina, o da nord-est attraverso la Porta Senese. Fulcro centrale del borgo è piazza Malaspina, sulla quale si affacciano Palazzo Malaspina, la Chiesa di Santa Maria della Neve (XV secolo) e il Palazzo Pretorio.

PIEVE DI SAN DONATO IN POGGIO

Ricordata già nel 989 in un documento del monastero di Badia a Passignano, la Pieve di San Donato in Poggio sorgeva presumibilmente nei pressi dell’attuale torre campanaria e doveva essere di dimensioni molto ridotte rispetto all'attuale. Grazie alla sua posizione strategica di confine tra le diocesi di Firenze, Siena e Fiesole, la Pieve godette sempre di notevole importanza e favorì il formarsi nei suoi pressi del castello di San Donato in Poggio. Nel 1265, dopo la battaglia di Montaperti, proprio nella Pieve di San Donato in Poggio venne siglato il trattato di pace tra le Repubbliche rivali di Firenze e Siena. L'edificio attuale costituisce uno dei più tipici esempi di architettura romanica del contado fiorentino, risalente alla seconda metà del XII secolo, contraddistinto dalla bellezza e regolarità del paramento murario, realizzato a filaretto in pietra alberese. All'interno presenta tre navate terminanti in absidi semicircolari: la navata centrale, molto più alta delle laterali, conferisce un accentuato slancio verticale a tutto l’edificio ed è separata dalle altre attraverso pilastri a sezione rettangolare. Nel XVI secolo la Pieve venne arricchita da diverse opere d'arte, in particolare da un fonte battesimale in terracotta attribuito a Giovanni Della Robbia (1513) e da un elegante acquasantiera in marmo.

PORTA SENESE

Il borgo di San Donato in Poggio ha conservato la tipica struttura medioevale con mura due-trecentesche che lo circondano e un asse viario principale che lo attraversa collegando le due porte di accesso situate in direzione di Siena e Firenze. La struttura della Porta Senese, a cui la documentazione di età bassomedievale si riferiva con la denominazione di Porta di Sopra, è stata pesantemente danneggiata durante la Seconda Guerra Mondiale e poi ricostruita: dell'impianto originale restano solo i tre perimetrali ma nessun piano o copertura. Anche il portale è stato rifatto con una ghiera in mattoni posti di taglio, mentre tutta la muratura al di sopra è stata restaurata recentemente. All'interno della porta si notano alcuni elementi significativi: il lato posteriore del portale conserva ancora la ghiera originale in conci di pietra a sesto leggermente ribassato, inoltre qualche metro all'interno, sul lato sinistro, si notano sporgenti da un edificio, a circa tre metri di altezza, i resti dell'arco della porta originale. Anche il portale è stato rifatto con una ghiera in mattoni posti di taglio, mentre tutta la muratura al di sopra è stata restaurata recentemente. All'interno della porta si notano alcuni elementi significativi: il lato posteriore del portale conserva ancora la ghiera originale in conci di pietra a sesto leggermente ribassato, inoltre qualche metro all'interno, sul lato sinistro, si notano sporgenti da un edificio a circa tre metri di altezza resti dell'arco della porta originale.

CHIESA DI SANTA MARIA DELLA NEVE

Chiesa trecentesca in origine dedicata a Tommaso d'Aquino, Santo che secondo la tradizione locale avrebbe sostato nel paese. Nella seconda metà del XIV secolo la chiesa venne dedicata a Santa Maria della Neve e divenne sede della omonima Compagnia. L'edificio, realizzato in muratura di pietra locale, mattoni e ciottoli, ha una semplice navata con scarsella quadrata. All'interno sono presenti i resti di due affreschi: uno raffigurante la Vergine risalente al XIV secolo e uno (affresco staccato) datato 1413 raffigurante la Madonna con il Bambino in trono e i Santi Simeone e Taddeo. Ben visibili gli interventi in stile barocco realizzati nel 1739 che comprendono l'altare maggiore decorato a finti marmi e colonne tortili e i due piccoli portali ai lati dell'arcone del coro.

PALAZZO MALASPINA

Edificio tardo rinascimentale di cui si conosce l'esistenza sin dal 989, edificato alla fine del XVI secolo come segno di prestigio e riuscita sociale della famiglia Ticci, sandonatini da generazioni e immigrati a Firenze alla ricerca di un'ascesa sociale. Dal 1740, per settant'anni, fu residenza estiva di proprietà dei Malaspina di Mulazzo. In seguito il Palazzo è stato diviso e in parte acquisito dal Comune di Tavarnelle Val di Pesa. Il progetto di restauro promosso dall'Amministrazione e conclusosi nel 2011 ha riportato agli antichi splendori l'edificio, divenuto sede di esposizioni temporanee, convegni, mostre e altre manifestazioni culturali.
Di fronte al Palazzo si estende Piazza Malaspina, fulcro dell'antico borgo, su cui si affacciano anche il Palazzo Pretorio e la Chiesa di Santa Maria della Neve. Al centro della Piazza è posto un pozzo di forma ottagonale con una cisterna sotterranea, che in passato costituiva l’unica riserva idrica del borgo.

MUSEO E. FERRARI DELLA CULTURA CONTADINA 

Il museo raccoglie la collezione privata messa a disposizione di Emilio Ferrari (1915-1990) , ingegnere di origini liguri trasferitosi a San Donato in Poggio negli anni Settanta. Della raccolta fa parte una nutrita collezione di attrezzi, utensili e strumenti che documentano lo svolgimento degli antichi mestieri e del piccolo artigianato legato alle attività del mondo rurale chiantigiano. Sono esposti inoltre un cospicuo gruppo di utensili e contenitori in rame  di varia provenienza, prevalentemente del XIX secolo. La collezione è arricchita anche da utensili, strumenti e attrezzi del secolo scorso e della fine del XIX secolo donati dalla comunità di San Donato in Poggio.

TORRE CAMPANARIA

Il nucleo più antico di San Donato in Poggio conserva intatta la struttura urbanistica medievale, con le caratteristiche stradine che si piegano tra le abitazioni due-trecentesche e conducono nella suggestiva Piazza Malaspina. La Torre Campanaria, una sorta di cassero di una delle porte di accesso al castello, è una delle principali testimonianze delle fortificazioni del XIII secolo, nonostante i restauri successivi alla Seconda Guerra Mondiale.

PORTA FIORENTINA

La cerchia muraria duecentesca che racchiude il borgo di San Donato in Poggio si apre verso sud- ovest in corrispondenza della Porta Fiorentina, a cui la documentazione di età basso – medievale si riferiva con la denominazione di Porta di Sotto. Sono evidenti fasi costruttive diverse: la porta originale, in primo piano, fu aperta nelle mura del XIII secolo, più avanti il corpo della torre portaia aggiunta con il suo nuovo portale.

SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE GRAZIE (PIETRCUPA)

Nella località denominata Pietracupa esisteva un tabernacolo dedicato alla Madonna, con un affresco quattrocentesco raffigurante la Vergine col Bambino. Si tratta del dipinto conservato nell'attuale Santuario di Santa Maria delle Grazie di Pietracupa, ritenuto per lungo tempo un’opera di Paolo Schiavo, recentemente attribuito a Masaccio. Nel 1596, a seguito delle numerose guarigioni di devoti che si erano raccomandati all’immagine del tabernacolo, due fratelli della nobile famiglia Naldi di San Donato in Poggio, Donato e Santi del fu Nicola, donarono un terreno pianeggiante per la costruzione di una chiesa in onore di Santa Maria delle Grazie.  La chiesa è un edificio ad aula unica al termine della quale nel presbiterio si aprono due cappelle laterali ed il coro, posto oltre la parete terminale dietro l'altare maggiore. Sul lato sinistro è collocato il campanile a vela, dal profilo slanciato e aperto da tre fornici su due livelli. Esternamente è presente un portico con archi sorretti da pilastri ornati di paraste e coperto a tetto, realizzato a metà del Seicento per dare accoglienza alla grande affluenza di pellegrini.

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: Ven, 12/03/2021 - 11:59